colLateral Thoughts











{novembre 30, 2011}   ho trovato

finalmente ho deciso (per ora)

ci ho messo un po’, ma meglio tardi che mai.

C’è chi da grande vorrebbe fare l’astronauta, chi la ballerina, chi il medico, chi la parrucchiera, chi l’ingegnere, chi il pasticcere, chi la maestra, chi il falegname ecc.  Io non ho mai avuto una risposta. Neanche da piccola.

Finalmente ho trovato.
Da grande voglio fare la Portoghese. 



” ..per mille euro (neanche) e un progetto di onestà..”

Sono già 4 anni che mi porto appresso la mia spalla bacata.
E’ fastidioso a volte. Ti sembra di portarti appresso una strana appendice che con te non c’entra niente.
Come immagine mentale mi vengono in mente gli omini lego, quando da piccolo gli scambi le braccia e le gambe e le teste ecc. Ecco sì. Ti sembra che ti hanno impiantato il braccio di non si sa chi al posto del tuo.
In effetti non risponde sempre ai comandi spesso e volentieri. Fa quello che gli pare.
L’unica costante è il dolore.
Non so dire se il dolore sia poco o tanto. Perchè mi sa che dopo un certo tempo ti abitui, e il tuo parametro di tanto o poco diventa sballato. E’ come un rumore di fondo.
Mi ricorda al lavoro quando si spegneva la scala mobile.
Mentre lavoravi, non ti accorgevi del rumore della scala mobile. Era un sottofondo impercettibile. Ma poi all’orario di chiusura, quando la spegnevi, realizzavi quanto fosse forte in realtà quel rumore che ti aveva accompagnato per tutto il giorno senza che neanche te ne accorgessi.
Alla fine è questione di abitudine.
Ti abitui al rumore della scala mobile e lo rimuovi.
Quindi lo stesso meccanismo può valere per altre cose.
Ti abitui a non comprare cibo in barattolo che si deve aprire con l’apri-scatole, ma solo a strappo.
Ti abitui a farti svitare i tappi delle bottiglie da qualcuno o ad aprirle con la pinza.
Ti abitui a non riuscirle ad aprire neanche con la pinza e dover rinunciare e dover cambiare idea per la cena o per la bevanda.
Ti abitui a non dormire mai una notte intera a causa dei dolori.
Ti abitui a fare la spesa in più mandate perchè tutta in una volta non riesci a portarla.
Ti abitui a non poter andare in macchina per più di un tot da sola perchè potresti restar incriccata e doverti fermare per non sai quanto non sai dove.
Ti abitui a non mettere le cose che usi spesso, più grandi di un tot, nelle mensole in alto.
Ti abitui a non riuscire mai una volta a tagliarti le unghie dell’altra mano come si deve.
Ti abitui a non avere più degli hobby. O almeno, a non avere più I Tuoi hobby che ti piacevano e ad averne altri che in fondo ti fanno anche abbastanza schifo.
Ti abitui ad essere maldestro.
Ti abitui ai giorni liberi passati a letto o sul divano per i dolori accumulati durante gli altri giorni.
Ti abitui. Che altro puoi fare.
Sinceramente non mi ricordo niente di come fosse prima..è come se non ci fosse mai stato…. chissà se è una specie di meccanismo di difesa psicosomatico…
Com’è guidare per 1200km? Com’è non dover dipendere da nessuno per fare un sugo al pomodoro? Com’è andare a un concerto e mettersi in prima fila in mezzo alla mischia? Com’è portare una cassa d’acqua su per le scale e non doversi poi sdraiare per mezzora? Non ne ho idea.

So che sono fortunata. Molto fortunata.
C’è gente che per un’infortunio sul lavoro perde molto di più, se non addirittura tutto.
Ma forse (e forse qui sono ripetitiva), se non si continuasse a fregarsene di quelli che non ci lasciano le strazze e a dire che va bene così perchè è andata bene, si farebbe più attenzione già prima che il rischio vita neanche esistesse.
come diceva sempre non mi ricordo chi (e qui sono sicura di ripetermi) “è ad accettare la crepa nel muro e non badarci, che poi ti crolla la casa in testa” . 
Quindi insomma, non voglio fare la lamentosa nè mancare di rispetto a nessuno. Sia chiaro.
Era solo una riflessione sui fatti miei e su questo mondo bacato.
Scaturita come spesso accade dalla musica e vi lascio la canzone qui sotto. (la ditta citata alla fine non c’entra niente con la mia esperienza, ma è un dettaglio che c’è solo nel video. La canzone la trovo veramente bella e “universale”)

rock on.



{novembre 15, 2011}   in-giustizia celeste..

ci sono certe cose che capitano sempre di domenica, quando stai ripartendo per andare a 300km, quando non puoi tornare per almeno 2 o 3 settimane..

come ad esempio
il mal di denti, nel periodo secco dei voti parziali e con l’oki scaduto lontano dal tuo farmacista di fiducia e quindi impossibile da avere senza ricetta.

aiuto 



Se tu fai un biglietto con Trenitalia e poi non prendi quel treno… Non ti rimborsano il biglietto.
Ovvero, te lo rimborsano ma si tengono la metà.
Non vi pare un furto vero e proprio?
Vorrei sapere a che titolo Trenitalia si ritiene in diritto di tenersi metà del valore del biglietto di un cliente? Per il disturbo forse?
Quale disturbo se le biglietterie sono sempre chiuse, le macchinette automatiche funzionano sempre male, i treni sono sempre sporchi e con problemi alla climatizzazione. E i loro addetti agli sportelli, uffici e biglietterie sono più fastidiosi di un’unghia incarnita?
Semmai è il cliente che dovrebbe ricevere la metà del valore del biglietto in più per tutti i disturbi che di solito si prende.
Per la cronaca non ti fanno neanche un buono o cose così. Al massimo te lo cambiano con un altro biglietto, ma di solito non lo trovi mai dello stesso valore per lo stesso tragitto, quindi o ci perdi o spendi di più e paghi la differenza.

Sì oggi non sono riuscita a salire sul treno. Ammetto di essere arrivata un po’ all’ultimo, in ogni caso c’era altra gente arrivata con me è che è salita quindi…
Io ho beccato la porta che non si apriva, quella rotta. Sì perchè c’è sempre almeno una porta rotta in ogni treno Trenitalia. Così sono rimasta giù.
Amen. non è questo il punto. Il punto è che cmq ritengo che mi dovrebbero restituire tutti i soldi, o cmq trovarmi un cambio biglietto di pari valore o farmi un buono per l’intero valore da utilizzare la prossima volta ecc.

Ma il vero punto è che qualcuno dovrebbe dire a quelli che stanno alle biglietterie che non sono degli educatori o degli assistenti sociali o dei consulenti-di-che-ne-so-io-cosa. Loro sono lì per fare biglietteria. E basta.
Che se io vengo a informarmi su cosa fare per cambiare il biglietto, non hanno alcun diritto di iniziare a farmi la paternale

- “eeeh! siamo arrivati in ritardo?”
 (fatti i cazzi tuoi, magari ho semplicemente cambiato programmi o mi è morto il gatto, o ho ricevuto un’invito improvviso al bingo)
- “lo sa…? si dovrebbe arrivare per tempo quando si ha un treno da prendere!”
(ma và? non vorrei sconvolgerla signora saggia de noartri, ma questo me lo avevano già spiegato all’asilo..anche se coi ritardi abituali dei treni sinceramente non ne sono più sicura)
- ” e poi venite tutti qui con questo atteggiamento a pretendere i soldi indietro!”
(no io veramente ero venuta per farle una donazione di mille euro e consegnarle il trofeo “vivi-e-lascia-vivere”..)
- “ma non ci va più a XXXXX ? Le faccio un altro biglietto uguale e via!”
- “Cara signora, l’Intercity su questa tratta c’è solo una volta al giorno e io domani non posso arrivare a notte fonda, ho da fare”
- “ehhh..ma se aveva da fare poteva sbrigarsi prima…”
- (fai la dieta vero? perchè una padella di cavoli tuoi mi pare parecchio che non te la mangi..) “Ha ragione, infatti non mi era mai successo. Ho avuto un imprevisto. Di solito io arrivo sempre puntuale. Solo quando sono su uno dei vostri treni arrivo sempre a destinazione in ritardo. Per questo volevo partire oggi per essere sicura di essere a destinazione domani”
- “Allora può partire alle 5 di mattina così arriva presto di sicuro”
- “vedo che anche lei ha fiducia in Trenitalia….”
- ” Le faccio un regionale, la metto in prima classe e più o meno la cifra è la stessa”
- “no comment”
- “oh..ma su questa tratta non ci sono regionali”
- “meno male che io sono una cliente ritardataria e lei sarebbe la bigliettaia…i regionali ci sono, ma il computer non li mostra. deve cercare le singole tratte”
- “beh io non ho tempo da perdere per queste cose. Si metta un attimo lì in parte che intanto io devo fare gli altri clienti”
” ma…”

Ho omesso alcune parti perchè non ce la potevo fare. Ora io non voglio offendere nessuno…
ma se sei una bigliettaia potresti limitarti a fare la bigliettaia ed evitare di fare la predicatrice, signora-gazzettino, giustiziera di chissà cosa?
Perchè in italia c’è sempre gente che invece di stare a fare il suo lavoro si dedica ad altro? (e non cito personaggi famosi e/o noti e/o pubblici sennò sarebbe troppo lungo)
Ma allora lascia il tuo cavolo di posto da bigliettaia a qualche giovane che lo farebbe ben volentieri e vai a fare la predicatrice, no?

Poi dico..Trenitalia non mostra i viaggi coi regionali…
Provate ad andare sul sito e mettere
(un viaggio a caso..)
Bolzano-Forlì e Forlì-Bolzano.
Vi usciranno tutte combinazioni in cui dovete prendere almeno una freccia o un eurostar o un intercity ecc.
Se invece vi andate a vedere Bolzano-Bologna,Bologna-Forlì e Forlì-Bologna,Bologna-Bolzano
Vedrete che ci sono varie combinazioni in cui potete fare tutto il viaggio solo con treni regionali e spesso mettendoci quasi lo stesso tempo…
Lo stesso vale per le biglietterie automatiche, e per gli sportelli di biglietteria con l’omino a meno che non gli specifichiate che treno volete.
A me questa sembra un truffa legalizzata bella e buona.
Ok, tutti diranno “beh ma te lo sai e allora ti cerchi le singole tratte” e io dico e perchè lo devo fare?
Perchè devo metterci il doppio del tempo a cercare un orario dei treni? non me ne fanno già perdere abbastanza?
E se uno non è pratico? e uno che non ha mai preso il treno? e uno che non conosce bene le tratte del viaggio che deve fare? e uno straniero? e un anziano? ecc. Insomma..ci sono un sacco di contesti in cui risulta molto facile e probabile riuscire ad approfittarsi del viaggiatore.
Sono veramente schifata.
Quasi schifata come le varie volte che in treno ne sono successe di tutti i colori, dal treno senza bagni (tutti chiusi dal controllore perchè non li avevano puliti) e non era un tenino qualuqnue..era un treno che faceva Lecce-Brennero..quindi immaginatevi….
poi c’era il treno coi matti,il treno con gli ubriachi, il treno coi rissosi, il treno con le bestionline nei sedili, il treno con i poggiabraccia finti (se appoggiavi le braccia crollavano erano solo da esposizione), il treno con il sangue lasciato da una che viaggiava col cane che aveva le mestruazioni,
il treno in cui mi hanno rubato il posto (con prenotazione) e il controllore mi ha detto “tanto scendi solo tra 2 fermate, cosa ti costa fare il viaggio in corridoio” Beh ad esempio la prenotazione costa tipo 5 euro che mi costano soprattutto perchè la prenotazione è obbligatoria, e 2 fermate di Intercity non sono proprio 10 minuti di viaggio…
La peggiore è stata quando oltre ad arrivare in ritardo mi sono presa un’infezione all’occhio…non si sa da cosa e non voglio saperlo. e il giorno dopo sembravo Quasimodo di Notre Dame della Walt Disney.

In tutto questo è da 4 anni che litigo con loro perchè una volta la macchinetta dei biglietti self service si è bloccata perchè aveva finito la carta per stampare i biglietti. Ma io avevo già pagato. Ho dovuto rifare e ripagare il biglietto e hanno detto che mi avrebbero mandato un rimborso…che ovviamente sto ancora aspettando.

Sarà senz altro un post banale. Chissà quanti ce ne saranno in giro su questo stampo. Ma quando ci vuole ci vuole.

p.s. per stare in tema… In Germania sarebbe andata diversamente.. :P  



{novembre 7, 2011}   e te pareva…

A quanto pare esistono degli studi scientifici che affermano che chi fa l’interprete soffre di una lieve forma di schizofrenia e che proprio questa consentirebbe di riuscire a fare tale professione.

(cercherò di fornire al più presto fonti o articolo originale ecc)

Mi immagino già a dire “ecco adesso si che mi spiego tante cose…La JOe..hehe” vabeh ve lo concedo ma non cantate vittoria per molto. Io non so ancora se faro l’interprete o la traduttrice o altri in ambito lingue. (si scoprirà solo alla magistrale!). E poi riguarda gli interpreti simultanei, quindi il campo si restringe di un bel po’.
Inoltre il mondo è pieno di gente che vorrebbe fare l’interprete ma poi non ci riesce/non viene ammesso al corso di laurea/lo cambia per traduttore ecc. Quindi forse c’è veramente una certa “selezione naturale” non basta fare i secchioni a più non posso e volerlo con tutte le forze. Insomma…io potrei anche volerlo, ma questo non basta a definire la mia strambezza mentale, magari non sono abbastanza stramba e quindi fallisco. Il verdetto su di me almeno tra un anno.
Nel frattempo non preoccupatevi che qui tra lezioni con obbligo di frequenza e compiti, la mia potenziale sdoppiatura mentale ha di che tenersi impegnata. Dormite pure sonni tranquilli. In effetti la mia teoria personale è che in realtà si diventi matti stando dentro alla  uni Sslmit… :P :P
Cmq niente potrebbe farmi impazzire al pari o peggio del mio vecchio lavoro (lì la salute ce l’ho lasciata veramente..) quindi in ogni caso andrà bene :)  



{novembre 5, 2011}  

Un piccolo pensiero alla città che mi ha gentilmente ospitata per quasi un anno e che oggi ne sta passando di tutti i colori. Posso solo assistere con impotenza e tristezza e mandare il mio supporto morale.
Vedere ridotte così le strade dove io camminavo come niente fosse e le persone che con me sono sempre state gentili ed ospitali mi fa piangere il cuore.
povero mondo

 

 

 

 



ok..avevo appena scritto un post per la terza volta, sulle differenze tra certe cose di internet in Italia e in Germania…ma l’ho cancellato di nuovo perché mi sembrava troppo lamentoso.

Però dopo la scoperta di stasera non potevo fare finta di niente!
Allora, che io sia stordita ormai è abbondantemente comprovato..la scoperta non era questa. :P
Il fatto è che a forza di fare passaggi di sim e cellulari ecc. mi ero dimenticata la mia sim tedesca nella taschina dei jeans. Quella taschina extra e piccolissima che c’è dentro alla tasca normale. Ecco.
Siccome sono stordita me la sono dimenticata..e prima di ricordarmi che era lì ho fatto almeno 2 lavaggi in lavatrice con tanto di igienizzanti vari, ammorbidenti ecc.
Beh oggi ho provato se era accaduto il miracolo, visto che domani riparto e torno in Germania qualche giorno la sim poteva essermi utile. Ci sono rimasta quasi male….funziona ancora!
Ironia della sorte il logo del mio operatore ha proprio una bella acqua…chissà…
Ora non è che voglio dire che pure le sim tedesche siano meglio ecc. ecc. bla bla. Però un paio di volte mi è successo con sim italiane (e con un solo lavaggio) e non sono mai sopravvissute (ma forse se fossero state di un altro operatore sempre italiano sopravvivevano, non voglio mica dire..)
Vabeh allora indiciamo un soddaggio se volete. Se vi son successe cose simili con qualunque sim di qualunque parte del mondo fate pure sapere…anche se dubito che si siano molti storditi come me in giro. 



{ottobre 20, 2011}   irgendwie irgendwo irgendwann…

“irgendwie, irgendwo, irgendwann….sehen wir uns wieder!”
chi non ha mai fatto questa citazione nel momento dell’addio? (ovviamente tra persone tedescofone o affini)
Beh di solito lo dici quando sai che succederà “alle calende greche”.  Invece questa volta no. Fra una settimana me ne torno in Germania!
Ok, ci starò solo qualche giorno. Ma almeno potrò rivedere i miei compagni di avventura. Olè!

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Oggi sono nostalgica, ma anche in senso positivo.
Fra una settimana prendo il treno e me ne torno in Germania. Che bello. Il posto è quel che è…
- con “il posto” non intendo la Germania, ma il paesetto in se. Quelle 5 vie in croce popolate da 20mila anime scarse la cui età media è dai 60 in su o dai 10 in giù (die Hälfte darf noch nicht allein raus gehen, und die Hälfte schafft nicht mehr allein raus zu gehen” :D ), e dove se ti serve qualcosa che non sia ad uso alimentare o di cartolibreria ti devi fare almeno mezzora di treno per trovare un negozio che lo venda. Ma vabeh. Mi piace così. E poi rivedrò i miei amici, inquiline ecc.

A proposito di essere nostalgici tanto vale che gioco “la carta della zia”
I miei compagni di Università (sia in Italia che in Germania) mi chiamano simpaticamente “la zia”, per il fatto che ho quasi una decade più di loro (ho ripreso gli studi dopo alcuni anni di lavoro ndr). Questa situazione, ogni tanto porta qualche “disagio” perchè o io o loro magari capita che ci si senta “fuori posto”. Ma per lo più ci facciamo delle grasse risate per gli “scompensi” socio-culturali dovuti alla sfasatura di spazio-tempo. Vi dico solo che sono convinti che “I Giganti” non siano veramente un gruppo italiano, ma che io me li sia inventati…ma questa è un’altra storia.

Allora i miei nipotini conoscono bene questa bella canzone…

a me piace molto…ma da zia che si rispetti, mi ricordo meglio e preferisco questa versione…



Non so se sia una cosa genetica, proprio mia. Perchè ricordo di averne sofferto da sempre. Non ho memoria di un periodo in cui non era così. E forse questo è anche uno dei motivi per cui in passato mi sono un po’ incasinata la vita. Non riuscivo a gestire sta cosa.
Son “randagia” e non ci posso fare niente.
la “sindrome del randagio” poi, è come la droga. Basta che ne prendi un pocchettino e ne vuoi sempre di più. Ci vogliono lunghissimi periodi di astinenza per placarla anche solo un poco.
Io ho la smania di andare altrove. Non è che non mi piaccia dove sto (a volte sì..ma non è un dato significativo) è che ho la bramosia di vedere altri posti, mangiare altri cibi, conoscere altre persone. ecc. A volte ti fa star male quasi fisicamente.
A questo si somma la “sindrome erasmus”. Sento che molti ne “soffrano”, ci hanno scritto degli articoli a riguardo. Praticamente una volta che vai in erasmus, sei fregato. Torni e stai tipo i protagonisti della costa crociere per rendere l’idea. E non vedi l’ora di partire di nuovo.
Poi, senza cattiveria, c’è da dire che l’università italiana non è che ti aiuti molto in questo…
Allora io ancora mentre ero in Erasmus, in maggio, mi sono candidata per uno scambio per partire questo febbraio che arriva. Però c’è stato un “refuso burocratico” ed hanno annullato la selezione. Tale selezione è stata rifatta a metà settembre. Io con la mia bramosia non ho potuto fare a meno di ri-candidarmi e di accendere migliaia di lumini, invocare tutti i santi del calendario e maledire la concorrenza.

Dentro di me sinceramente non ero sicura neanche di volerci andare. La mia bramosia lo voleva, ma la mia coscienza mi diceva di lasciar perdere. Partire l’ultimo semestre dell’ultimo anno avrebbe sicuramente voluto dire un ritardo assicurato per la laurea e quindi influire poi su tutto il piano d ecc.
Qui allora devo citare La Presidente :) , che io non potrei dirlo con parole migliori.
” sappi fluire con gli eventi e tutto andrà a posto,[...] che a volte è la corrente stessa a portarti dove devi arrivare, quindi …. ASSECONDALA “
Così mi son detta “io mi candido e sarà la corrente a decidere per me” . Detta così sembra molto easy la cosa, ma in realtà poi ci pensi sempre (e il fatto di non sapere quando usciranno i risultati non aiuta). Cerchi di immaginarti come sarà sto Massachussets, vai a vedere su google maps dov’è sta Ahmerst, sbirci su facebbok i gruppi degli studenti dell Umass University…ecc.

Poi si aggiungono i tuoi compagni, proprio quelli citati nel post precedente, che sono bravissimi a non salutarti al mattino ma proprio non sono capaci di farsi una padella di cavoletti loro rosolati almeno un pranzo ogni tanto. Quindi hanno visto la graduatoria sul sito dell’università e di colpo fanno gli amiconi (ma per finta con il solo scopo di manifestare il loro sdegno)
“ma allora parti? * fatti i cazzi tuoi* / che bello! come sono contenta per te! *certo..come no..* / non avevo visto il bando, sennò tentavo anch’io e magari partivamo insieme!  * perchè non mi dici in faccia che credi che se ti candidavi tu, vincevi perchè pensi di avere una media più alta e che non essere una “vecchietta” sia importante? * “
(scusate se spesso accenno a questi soggetti, siamo tutti d’accordo che bisogna fregarsene, ma dopo 2 anni protetti dall’invisibilità totale (sono stata anche troppo buona) meritano qualche comparsata, anche perchè avranno un senso per il piano d )

In realtà cmq non mi hanno presa. Loro pensano che se sei sulla graduatoria che compare sul sito parti, e io glielo lascio credere ben volentieri :P .
Ma in realtà era la graduatoria degli idonei. Poi essendoci stato un ex-aequo per i candidati della magistrale noi siamo tutti slittati in giù di un posto ecc.
Poi sembra che io sia stata “penalizzata” per via del mio erasmus, e che non mi sono stati considerate tutte le cose fatte fino ad ora perchè non erano ancora registrate/caricate online ecc.  Daltronde…se in Germania si fanno il mazzo fino in agosto, e qui invece chiudono tutto per un mese e quindi quando tu torni gli uffici non ci sono…che ci puoi fare?

Insomma, alla fine a febbraio non partirò per l’America. Resterò qui e basta.
Penso di esserci rimasta più male forse per un fatto di “orgoglio” , ma in realtà sono sollevata di non partire.
In questi 2 mesi sono uscite altre cose. La corrente si è manifestata in vari modi mostrando altre vie che non potrei prendere se partissi. Un’altra volta il destino ha deciso per me, e pare che abbia deciso per il meglio.
A volte i modi di decidere del destino painoo brutti. Ad esempio quando mi sono fatta l’infortunio sul lavoro o quando mi toccava lavorare 20 giorni senza mai un riposo ecc…Ma se la pena è proporzionata al crimine… Io che sono una gran testa dura durissima, si vede che avevo bisogno di essere veramente spinta a pedate nel sederino per decidermi di cambiare quella strada e ora trovarmi qui.

Quindi insomma…non tutti i mali vengono per nuocere.

rock on ;)



E allora oggi mi sa che mi bullo un po’.
In realtà è una di quelle giornate che mi girano a tutta birra. Se si verificherà un uragano sapete a e chi dar la colpa.
Volevo scrivere un paio di frecciate su un paio di cose. Ma mi sono resa conto che manca qualche elemento. Uno non può arrivare dal nulla e iniziare a parlare di cose riguardanti argomenti di cui niente si sa e di cui hai lasciato perdere il filo da secoli.

Allora ho pensato che finalmente vi spiego il mi piano c e mi bullo un po’.
Io sono così. Cerco sempre di guardare il lato positivo, anche quando mi girano più veloci di una centrale eolica o quando arrivo al fondo del fondo che “più in basso di così c’è solo da scavare”. Anche se non lo do a vedere.
Molti mi trovano una persona malinconica o cinica o pessimista. Ma credo che sia solo un loro limite. Ammettere che le cose vadano di m…a e prendere atto del reale stato delle cose non vuol dire per forza essere pessimisti e non agire poi in modo costruttivo. Anzi.
Solo che loro non riescono a capirlo.
Cmq vabeh..non divaghiamo. Mi voglio bullare, così mi tiro su l’animo e così forse qualcuno in più capirà che vedere la reale m…a dello stato delle cose può essere molto produttivo.

Allora ormai c’è sto piano c che inizia a rompere i belini. Lo cito sempre. Ma alla fin fine cosa sarà di così importante?
Il piano c è la mia nuova vita che ho deciso di intraprendere alla veneranda età di 27 anni.

Allora..sarebbe troppo lungo spiegare tutti i passaggi fin dalla mia infanzia che hanno portato a questo. Riassumiamo dicendo che ho fatto un bel casino di quel che era la mia vita circa da dopo il liceo per un po’. Niente di illegale o pericoloso. Solo che faticavo a trovare la mia strada, e le varie pressioni e pretese che ricevevo intorno non facevano altro che confondermi ancora di più.
Anche qui ce ne sarebbe molto da scrivere. Ho provato a riassumere ma non basta un rotolone regina. Quindi cancello tutto e la dico spiccia.
- A un certo punto ho mollato tutto. Ma tutto tutto. Gli studi e le persone. Ho preso il primo lavoro che ho trovato, ho cercato una casa e 2 inquiline e me ne sono andata per i fatti miei. Non ero sicura che fosse la mia strada, ma almeno era una strada che era mia e basta.
- Poi facevo 3 lavori contemporaneamente.
- Poi finalmente ho trovato un lavoro a tempo indeterminato ecc. Insomma. sembrava che la strada si facesse strada.
Anche qui ce ne sarebbe da scrivere di tutti i colori, ma salterò tutto compreso l’arrivo dell’epifania, fino all’estate del 2009.
- Un bel giorno sono andata in ufficio e ho consegnato la lettera di dimissioni.
- Sono andata a Forlì e ho fatto il test d’ingresso alla Sslmit. Non sono entrata subito, ma mi hanno ripescata. Quel che conta è che ero dentro.  Alla fin fine c’erano 182 posti e ci hanno provato più di 800 persone..
- Così mi sono trasferita a Forlì e mi sono iscritta. E a 27 anni inoltrati ho iniziato la mia vita da matricola universitaria.
L’inizio è stato un po’ traballante, avevo i neuroni un po’ intorpiditi, e in Italia come sempre i pregiudizi e i pettegolezzi viaggiano a mille. Alcuni miei compagni non potevano accettare questa vecchia intrusa nel loro mondo. Ma amen. Alla fine ho preso il ritmo, il secondo anno l’ho passato in Germania in Erasmus. Ora sono tornata e devo fare l’ultimo anno della triennale. Per ora sono quasi al passo con tutti gli esami. Ne ho dovuti lasciare indietro solo 1 e mezzo a causa delle differenze di sistema tra l’Italia e la Germania.
La mia media è molto buona (ma nella mia situazione io la giudico ottima). Prendo la borsa di studio dalla mia provincia e faccio qualche lavoretto e sommando il tutto, in un anno ho gli stessi soldi che in un anno col mio precedente lavoro.
- Sto raggiungendo svariati miei conoscenti “parcheggiati” all’università da sempre e i cui genitori si dilettavano, ogni tanto, venendo da me al lavoro e guardandomi con un misto di pietà e sufficienza e dicendomi “ah…sei sempre qui…il mio è a fare il tirocinio in Inghilterra o chissàdovealtro/a fare gli esami/in vacanza prima di rimettersi sui libri…ecc”
I miei compagni, o mi accettano o mi evitano. Con alcuni ho stretto un bel rapporto, forse quasi amicizia. Vedremo.
Mentre degli altri me ne frego e li lascio nel loro brodo. E’ che è dura per certe menti corte accettare che una “vecchietta” prenda voti migliori di loro e non si sia ancora ritirata.

Insomma, non mi faccio illusioni per il futuro (su questo magari scriverò un altro post), ma pare proprio che il piano c abbia funzionato. Ora sono in ansia perchè è a un bivio e devo vedere come e dove andrà (altro post anche su questo). E inoltre devo sbrigarmi per il piano d. Il piano d non so neanche se farlo o no. E se lo faccio non so bene come. Insomma..finita sta triennale…che ne sarà di me? spero arrivi un’altra epifania ad illuminarmi il cammino. Non so se continuare su questa strada e iscrivermi a una qualche specialistica o se, vista la mia “veneranda età”, tentare il rientro nel lavoro il prima possibile. Mentre penso tutto questo però devo fare il terzo anno, andare a lezione (abbiamo l’obbligo di frequenza), fare gli esami e scrivere la tesi (su cosa? gh! :o ) . Sperando di stare nei tempi o di non sforarli troppo. 

Come mi diceva sempre il signor Carlo “chi vivrà vedrà, e intanto stiamo qua”.
Buon piano a/b/c/d/x/y/qualunque a tutti. 



eccetera
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