colLateral Thoughts











{giugno 10, 2010}   non c’è una proporzione – talvolta avrei voluto essere cassaintegrata

ok..vorrei premettere una cosa: non voglio mancare di rispetto a nessuno. se continuate a leggere vuol dire che pensate di aver voglia di fare uno sforzo per capire cosa voglio dire. se vi sentite troppo pigri per questo, vi sconsiglio di proseguire.


Allora…è da un po’ che penso una cosa…
e a un certo punto mi sono proprio rotta di non dirla per gentilezza, o per diplomazia, o per non farci restare male chi non riesce a fare un minimo sforzo di pensiero.

Ci tengo a precisare, che il mio ragionamento non vuole dire niente “contro” le persone che si trovano in un momento difficile col loro lavoro, e che rischiano di perderlo ecc. A loro va tutto il mio supporto, e và anche tutta la mia rabbia verso questo sistema raffermo e malformato che paga solo i furbi e i potenti.

E quindi non prendetevela per quanto segue, oppure smettete di leggere.

C’è un però.

(( Chi legge questo blog da un po’, conosce alcune mie vicende.
Per chi è nuovo magari faccio un riassuntino.
Ragazza volenterosa e brillante che però a un certo punto è impazzita e ha deciso di mollare la sua beata carriera universitaria (beata, perchè a posteriori capisco che poter essere quasi totalmente mantenuti per poter studiare ecc, è proprio una condizione da beati) per “smettere di essere di peso alla sua famiglia”, lavorare ed andarsene fuori casa. Dopo varie esperienze lavorative si è fatta gli ultimi 3 anni presso una nota ditta di Bolzano, come impiegata nel settore commercio, e in seguito a varie vicende (sfruttamenti/soprusi/semi-mobbing ecc) e infine un infortunio sul lavoro da cui risulta pure (seppur minimamente) invalida, si è rotta le balle, ha mollato tutto nonostante la crisi ecc , si è licenziata all’improvviso ed è passata al “piano c”.  (del “piano c” vi racconterò/aggiornerò a breve come promesso. giuro)  )))

Allora…l’altro giorno leggo l’ennesimo articolo che parla di persone in cassa integrazione che protestano ecc (e ripeto, mi dispiace per loro veramente ecc. vedi sopra. E vorrei anche ri-puntualizzare che questa cosa la penso da vari anni, e non solo adesso dalla mia “privilegiata” posizione di persona che si è potuta permettere il “piano c”.  ))

Il punto è questo.
Un cassa integrato “medio” riceve circa 800 euri al mese.
Un impiegato nel settore commercio,quarto livello, con contratto a tempo pieno e tempo indeterminato, che lavora 6giorni su7 (spesso e volentieri anche 7giorni su7) di paga base (vedi contratto nazionale del commercio) prende 940euri, con tutti gli straordinari arriva a 1050 se è fortunato.

Per come la vedo io..non c’è una proporzione e non è giusto.

Spesso…ad esempio dopo l’ennesimo periodo natalizio in cui mi sono trovata al 15 giorno di lavoro senza un riposo…mi sono trovata a pensare che avrei quasi preferito essere in cassa integrazione…
Perché io (anzi noi perchè succede a molti della categoria), che lavoro quasi 20 giorni filati senza mai un riposo, a tenere a bada la gente isterica sotto il perido natalizio, prendo 1100 euro se va bene….e te che sei a casa a non far niente, e ingrassi le file dei clienti esauriti (giustamente stai passando un brutto momento e sei incazzato, ma non è giusto che io ne faccia le spese) ti becchi 800 euro ?
Sinceramente quei 300 euro di differenza non valgono 18 giorni senza mai un riposo.
Così come quei 140 euro di differenza non penso valgano il mio lavoro normale.

non c’è una proporzione.

Ovviamente non voglio dire che chi è in cassa integrazione dovrebbe prendere di meno. Semmai, chi si sfonda il culo (scusate il termine) al lavoro in certe condizioni, dovrebbe prendere di più.

Come dice il titolo…NON C’E’ UNA PROPORZIONE.
Quello che mi urta i nervi, è che per chi sta in cassa integrazione “tutti se la prendono a cuore”, mentre di chi continua a farsi il mazzo sfruttato e maltrattato tutti se ne fregano.
Perché tanto già avere un lavoro è tutt’altra cosa. ….allora caro cassa integrato, ho lasciato un posto libero, vieni a prenderlo…!
Perché il mondo è dei furbi
Perché anche chi è amico dei lavoratori fa gli interessi di quelli dei piani alti, o vuole solo starsene tranquillo e rompere le scatole ai piani alti è troppo disturbo.
Perché nel mondo d’oggi, nell’ Italia d’oggi…è troppa fatica prendersi il disturbo di andare sotto la superficie.

in ogni caso
non c’è una proporzione.

chi ha orecchie per intendere intenda, per il resto take it easy and enjoyz


p.s. aggiungo una piccola appendice a posteriori.
non si accettano commenti tipo “sì ma un povero cassa integrato è lì che potrebbe perdere il lavoro da un momento all’altro ecc” nel mondo del commercio dove ti fanno i contratti annuali è uguale. stai lì a sperare che te lo rinnovino ogni volta, e possono tranquillamente non farlo. O possono tranquillamente decidere di chiudere un punto vendita e quindi scusa tanto, ti possono licenziare. E’ pure peggio forse….”l’etichetta” indica che stai apposto, ma in realtà stai in bilico come tutti gli altri.
Non si accettano commenti  “accusatori” , da chi il 2 giugno o altri festivi ha avuto la faccia tosta di andare al supermercato solo per comprare il caffè o una mozzarella…



enrico r. says:

Poca la proporzione,vero. Rimane però il problema di fondo, e per questo servirebbe un’analisi diversa, profonda e risolutiva per chi ha il giusto diritto al lavoro e alla sopravvivenza



JOe says:

già….magari! sarebbe anche ora..vabeh



zelig says:

L’unico posto della mia vita dove il lavoro mi è parso una schifezza è stato proprio il settore commercio. Matteucci – oggi Euronics -, due mesi nel 1984. Mi pare che il capo si chiamasse Giovannini o Giovannelli (ex giocatore di basket, diceva lui)…



JOe says:

tò..ma tutti i bolzanini passano sotto le loro grinfie prima o poi? non ce n’è uno che si salvi!😛



reditugo says:

Guarda Joe, avevo iniziato a scrivere un pippone sulla validità sociale dell’istituto della cassa integrazione guadagni, sulla precaria condizione dei lavoratori dell’industria, dell’altrettanto precaria condizione dei lavoratori del commercio, sulle guerre tra poveri , delle proporzioni, che andrebbero fatte non tra loro, ma semmai con il reddito dei rispettivi datori di lavoro. E se vogliamo anche sul fatto che tra questi ultimi, non tutti navighino nell’oro. Delle rappresentanze sindacali che invitano ad abbassare la testa e a tirare la cinghia, perché i tempi sono duri per tutti. Di quelli che, alla faccia della crisi, continuano ad arricchirsi, muovendo titoli, materie prime e derivati con il mouse di un computer.
Ti risparmio la noia di leggerlo.
Voglio solo dirti che nella nostra società c’è qualcosa che si sta inceppando (almeno rispetto al modello di sviluppo tutt’ora imperante).
Sembra che l’unico modo per uscire dalla crisi, sia quello di rilanciare i consumi.
A questo proposito un piccolo inciso:
Sentivo l’altro giorno un commerciante locale lamentarsi che in occasione dei prossimi mondiali di calcio la vendita di televisori è stata inferiore alle aspettative. Ma cazzo! Sei mesi fa in provincia di Bolzano siamo passati al digitale terrestre, e dalle finestre del mio ufficio (che sta davanti ad un grosso negozio di elettrodomestici) vedevo frotte di persone uscire con il classico scatolone [alcuni anche con più d’uno (evidentemente c’era un’offerta promozionale)].
Ma quanti televisori vogliono farci comperare???…
Allora, o riprendiamo/continuiamo a consumare a vanvera come i deficienti o mettiamo a rischio i posti di lavoro dell’industria, del commercio e di tutte le categorie connesse.
La domanda da porsi sarebbe: perché se calano i consumi (come a mio avviso sarebbe auspicabile) i primi a rimetterci devono essere sempre i lavoratori? (tutti i lavoratori)
Forse che il reddito e le risorse globali andrebbero redistribuite più equamente?
Sembrano pensieri di un’ideologia che aveva preso piede il secolo scorso e che alcuni stati, applicandola malamente, hanno condannato all’ignominia.
Non vado oltre perché l’argomento è assai tedioso.
Non ho idea di quale tipo di studi tu stia facendo, ti auguro solo che quando rientrerai nel mondo del lavoro, riuscirai a mantenerne il giusto distacco che puoi averne oggi, da studentessa, per non farti risucchiare nel vortice della produzione, del commercio, del consumo…
Mazza, alla fine è uscita una pippa lo stesso… scusa.
Ciao, stame ben



JOe says:

nessuna pippa tranqui.

in effetti..in questa società dalla mentalità “usa e getta”..quelli si aspettano che uno compri una tv ad ogni stagione…è da un po’ che calano le vendite del settore…ma mi sembra più che ovvio…insomma..non mi pare serva un luminare per arrivare a capire, che se un comune mortale spende 2stipendi per un televisore, di certo non ne compra un altro dopo 6 mesi o un 1 anno (data entro cui probabilmente non avrà pagato neanche la metà delle rate che ha fatto per poterlo avere), cercherà di tenerlo il più possibile non importa quanti “gadget” e monate varie aggiungono ai nuovi tv per invogliare la gente a comprarli.
Ai produttori e venditori…Gli và giusto bene, che oggigiorno questi prodotti non si riparano più, quindi una tv non durerà 15 anni, come invece era una volta.

Sempre saltando lunghe disquisizioni sulle varie motivazioni…mi dispiace dirlo, ma purtroppo in parte i lavoratori ci rimettono perchè se la cercano spesso e voletnieri. Ma daltronde quando sei abbandonato solo con te stesso…chi ha voglia di alzare la testa? non a tutti piace fare il davide contro golia..vabeh.

sto studiando all’uni per interpreti e traduttori…per ora la mia ambizione è..anche se guadagnerò uguale e con orari pesanti..almeno di poter fare qualcosa in cui “credo” e che mi interessa, e non di starmi a fare lobotomizzare, e avere la mansione di “imbrogliare la gente”…
speriamo!

((non so perchè ma ho il sospetto che il negozio da te citato possa essere lo stesso citato zelig….è un’invasione!😛 ))



reditugo says:

Indovinato! Quello in zona industriale però. Sopra il negozio dove lavora la Xeena. Pensa un po’ quanto è piccolo questo povero mondo.🙂



JOe says:

..ho provato a sperare fino all’ultimo…ma non c’è niente da fare!…le camicie azzurre sono ovunque!
que painel! 😛



trippi says:

premesso che per moltissimi versi sono contrarissima alla cassa integrazione, un pò perchè ci sono aziende furbette pronte a sfruttare la mobilità per sgravarsi di un pò di rotture di scatole, un pò perchè ci sono lavoratori che nel mentre arrotondano con lavoretti in nero che tolgono i soldi a chi paga le tasse per fare quel lavoro. 800 Euro è la cifra degli operai Fiat di Pomigliano, quando ho sentito la cifra, in un tg di qualche giorno fa, sono saltata sulla sedia anche io. Anche io ho un contratto commercio, ma per fortuna ci occupiamo di servizi e lavoro dal lunedì al venerdi. Lo sfruttamento che denunci è quello che fa preferire alla maggior parte dei giovani il call center al negozio. Ma il problema non è lo strumento della cassa integrazione, è l’uso che ne viene fatto, il problema non è il salario da cassa integrazione, ma il salario dei giovani, dei contratti di formazione e della possibilità di tirare il collo a chi nel mondo del lavoro ci sta entrando. Prima di percepire 800€ i cassaintergrati ne prendevano ben di più, di base, cui devi aggiungere straordinari e festivi, su quella cifra spesso sono calcolati mutui, bollette e cibo per se e i propri figli. Una tristezza e una desolazione per tutti, da qualunque lato la si guardi



JOe says:

trippi (non volermene per il copia-incolla :P) ..sì…io diciamo che ho fatto un sunto, sennò veniva un post più lungo di tutto il blog messo insieme…hehe. Il punto è sempre quello: non c’è una proporzione.
Insomma, mica voglia dire contro i cassa integrati. sono scocciata con il meccanismo che sta dietro a tutto. trovo insultante che una persona che lavora 7 giorni su 7 guadagni come uno che è senza lavoro. Nel senso che allora è come se mi dicessero che il mio lavoro vale quanto non farlo? che robe.
“la gente” mi sta sulle palle, perchè si lamenta ma non fa mai niente ed è pure ipocrita..come ho aggiunto nel post… Proprio queste persone che sono in una brutta situazione e dovrebbero capire, poi cosa fanno? al 2 giugno o al primo maggio vanno al supermecato…per comprare le caramelle! Neanche un minimo di solidarietà tra comuni mortali…povero mondo.
(una commessa con 33 anni di servizio, e tutti gli scatti di anzianità, prendere 1200euri circa..oltre quelli non potrà mai andare..quindi certe proporzioni purtroppo non riguardano solo i giovani e chi inizia il lavoro ecc)



xeena says:

Oddio condivido in pieno. La gente che lavora nel settore commercio é sfruttata fino al midollo.
Fanculo chi fa la spesa il giorno della festa dei lavoratori e alle sette del sabato sera. Cazzo non se ne puó piú!!!!
Perdona le parolacce.



JOe says:

perdono perdono, anzi..talvolta è quel che ci vuole😛

ecco appunto…i “grandi capi” saranno degli sciacalli, ma finché non ci sarà un po’ di collaborazione tra noi comuni mortali sarà anche peggio.
Ovviamente se nessuno andasse a fare la spesa nei giorni festivi, i negozi non starebbero aperti..ma risulta il solito “ragionamento utopico e illusorio” anche se è veramente molto semplice



non esiste una proporzione in effetti…. l’ho sempre scoperto mio malgrado..e non ti dico nemmeno quanto prendo io e quanto lavoro perchè se no dovresti rifare il post da capo ed titolarlo ma i fotoreporter come fanno a stare in piedi? ( pero’ sono bastardo e te l’ho accennato🙂 )



JOe says:

@dubasonic…hehe…beh ogni cosa a suo tempo…magari non dovrò cancellare il post e riscriverlo, ma ne scriverò uno ulteriore includendo pure le tue argomentazioni..
braf braf. una pulce nell’orecchio è cmq sempre utile. quando ti passa la bastardaggine, aggiornaci pure. hehe
cmq….non mi intendo di fotoreporter..ma mi pare di capire che potrei “rischiare” un futuro simile…se divento interprete la situazione non è affatto rosea in italia (non esiste neanche l’ordine professionale, ed è giusto uscito un articolo che dice che sono pagati tanto quanto un operaio indonesiano). come dicevo a reditugo… mi accontenterò di fare un lavoro che non mi lobotomizza, e che mi appassiona….è già qualcosa.



balibar says:

Hai indubbiamente delle ragioni da vendere. Io ho lavorato nel commercio ed ora nell’ “industria” ed il livellamento che si cerca sempre di fare è verso il basso, ahimè.

Ormai sono riusciti a scinderci in tanti individui e la parola d’ordine è diventata “ognun per sé e B. (o chi per lui) per tutti”.
Esiste anche chi si fa vanto di poter fregarsene della cassa integrazione, magari con qualche lavoro in nero. Gli altri, “meno capaci”, si arrangino.

Permettimi solo una piccola nota: per quel che mi risulta 800 euro sono lordi. Io sono stato in cassa e il mio stipendio non ha mai superato i 600 euro, un po’ più della metà dello stipendio normale.
Saluti



JOe says:

balibar esatto..il livello sempre verso il basso…e ognun per sè..
povero mondo.
sugli 800 euro può darsi. io ho fatto una media circa, di quello che sento dalla gente che conosco. però in effetti hanno tutti uno stipendio abbastanza alto. cmq non sono dati oggettivi, perchè non è un “campione” vasto, nè tanto numeroso.
cmq la sproporzione resta lo stesso.uff



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