colLateral Thoughts











ok..avevo appena scritto un post per la terza volta, sulle differenze tra certe cose di internet in Italia e in Germania…ma l’ho cancellato di nuovo perché mi sembrava troppo lamentoso.

Però dopo la scoperta di stasera non potevo fare finta di niente!
Allora, che io sia stordita ormai è abbondantemente comprovato..la scoperta non era questa. 😛
Il fatto è che a forza di fare passaggi di sim e cellulari ecc. mi ero dimenticata la mia sim tedesca nella taschina dei jeans. Quella taschina extra e piccolissima che c’è dentro alla tasca normale. Ecco.
Siccome sono stordita me la sono dimenticata..e prima di ricordarmi che era lì ho fatto almeno 2 lavaggi in lavatrice con tanto di igienizzanti vari, ammorbidenti ecc.
Beh oggi ho provato se era accaduto il miracolo, visto che domani riparto e torno in Germania qualche giorno la sim poteva essermi utile. Ci sono rimasta quasi male….funziona ancora!
Ironia della sorte il logo del mio operatore ha proprio una bella acqua…chissà…
Ora non è che voglio dire che pure le sim tedesche siano meglio ecc. ecc. bla bla. Però un paio di volte mi è successo con sim italiane (e con un solo lavaggio) e non sono mai sopravvissute (ma forse se fossero state di un altro operatore sempre italiano sopravvivevano, non voglio mica dire..)
Vabeh allora indiciamo un soddaggio se volete. Se vi son successe cose simili con qualunque sim di qualunque parte del mondo fate pure sapere…anche se dubito che si siano molti storditi come me in giro. 



{ottobre 20, 2011}   irgendwie irgendwo irgendwann…

“irgendwie, irgendwo, irgendwann….sehen wir uns wieder!”
chi non ha mai fatto questa citazione nel momento dell’addio? (ovviamente tra persone tedescofone o affini)
Beh di solito lo dici quando sai che succederà “alle calende greche”.  Invece questa volta no. Fra una settimana me ne torno in Germania!
Ok, ci starò solo qualche giorno. Ma almeno potrò rivedere i miei compagni di avventura. Olè!

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Oggi sono nostalgica, ma anche in senso positivo.
Fra una settimana prendo il treno e me ne torno in Germania. Che bello. Il posto è quel che è…
– con “il posto” non intendo la Germania, ma il paesetto in se. Quelle 5 vie in croce popolate da 20mila anime scarse la cui età media è dai 60 in su o dai 10 in giù (die Hälfte darf noch nicht allein raus gehen, und die Hälfte schafft nicht mehr allein raus zu gehen” 😀 ), e dove se ti serve qualcosa che non sia ad uso alimentare o di cartolibreria ti devi fare almeno mezzora di treno per trovare un negozio che lo venda. Ma vabeh. Mi piace così. E poi rivedrò i miei amici, inquiline ecc.

A proposito di essere nostalgici tanto vale che gioco “la carta della zia”
I miei compagni di Università (sia in Italia che in Germania) mi chiamano simpaticamente “la zia”, per il fatto che ho quasi una decade più di loro (ho ripreso gli studi dopo alcuni anni di lavoro ndr). Questa situazione, ogni tanto porta qualche “disagio” perchè o io o loro magari capita che ci si senta “fuori posto”. Ma per lo più ci facciamo delle grasse risate per gli “scompensi” socio-culturali dovuti alla sfasatura di spazio-tempo. Vi dico solo che sono convinti che “I Giganti” non siano veramente un gruppo italiano, ma che io me li sia inventati…ma questa è un’altra storia.

Allora i miei nipotini conoscono bene questa bella canzone…

a me piace molto…ma da zia che si rispetti, mi ricordo meglio e preferisco questa versione…



Non so se sia una cosa genetica, proprio mia. Perchè ricordo di averne sofferto da sempre. Non ho memoria di un periodo in cui non era così. E forse questo è anche uno dei motivi per cui in passato mi sono un po’ incasinata la vita. Non riuscivo a gestire sta cosa.
Son “randagia” e non ci posso fare niente.
la “sindrome del randagio” poi, è come la droga. Basta che ne prendi un pocchettino e ne vuoi sempre di più. Ci vogliono lunghissimi periodi di astinenza per placarla anche solo un poco.
Io ho la smania di andare altrove. Non è che non mi piaccia dove sto (a volte sì..ma non è un dato significativo) è che ho la bramosia di vedere altri posti, mangiare altri cibi, conoscere altre persone. ecc. A volte ti fa star male quasi fisicamente.
A questo si somma la “sindrome erasmus”. Sento che molti ne “soffrano”, ci hanno scritto degli articoli a riguardo. Praticamente una volta che vai in erasmus, sei fregato. Torni e stai tipo i protagonisti della costa crociere per rendere l’idea. E non vedi l’ora di partire di nuovo.
Poi, senza cattiveria, c’è da dire che l’università italiana non è che ti aiuti molto in questo…
Allora io ancora mentre ero in Erasmus, in maggio, mi sono candidata per uno scambio per partire questo febbraio che arriva. Però c’è stato un “refuso burocratico” ed hanno annullato la selezione. Tale selezione è stata rifatta a metà settembre. Io con la mia bramosia non ho potuto fare a meno di ri-candidarmi e di accendere migliaia di lumini, invocare tutti i santi del calendario e maledire la concorrenza.

Dentro di me sinceramente non ero sicura neanche di volerci andare. La mia bramosia lo voleva, ma la mia coscienza mi diceva di lasciar perdere. Partire l’ultimo semestre dell’ultimo anno avrebbe sicuramente voluto dire un ritardo assicurato per la laurea e quindi influire poi su tutto il piano d ecc.
Qui allora devo citare La Presidente 🙂 , che io non potrei dirlo con parole migliori.
” sappi fluire con gli eventi e tutto andrà a posto,[…] che a volte è la corrente stessa a portarti dove devi arrivare, quindi …. ASSECONDALA “
Così mi son detta “io mi candido e sarà la corrente a decidere per me” . Detta così sembra molto easy la cosa, ma in realtà poi ci pensi sempre (e il fatto di non sapere quando usciranno i risultati non aiuta). Cerchi di immaginarti come sarà sto Massachussets, vai a vedere su google maps dov’è sta Ahmerst, sbirci su facebbok i gruppi degli studenti dell Umass University…ecc.

Poi si aggiungono i tuoi compagni, proprio quelli citati nel post precedente, che sono bravissimi a non salutarti al mattino ma proprio non sono capaci di farsi una padella di cavoletti loro rosolati almeno un pranzo ogni tanto. Quindi hanno visto la graduatoria sul sito dell’università e di colpo fanno gli amiconi (ma per finta con il solo scopo di manifestare il loro sdegno)
“ma allora parti? * fatti i cazzi tuoi* / che bello! come sono contenta per te! *certo..come no..* / non avevo visto il bando, sennò tentavo anch’io e magari partivamo insieme!  * perchè non mi dici in faccia che credi che se ti candidavi tu, vincevi perchè pensi di avere una media più alta e che non essere una “vecchietta” sia importante? * “
(scusate se spesso accenno a questi soggetti, siamo tutti d’accordo che bisogna fregarsene, ma dopo 2 anni protetti dall’invisibilità totale (sono stata anche troppo buona) meritano qualche comparsata, anche perchè avranno un senso per il piano d )

In realtà cmq non mi hanno presa. Loro pensano che se sei sulla graduatoria che compare sul sito parti, e io glielo lascio credere ben volentieri 😛 .
Ma in realtà era la graduatoria degli idonei. Poi essendoci stato un ex-aequo per i candidati della magistrale noi siamo tutti slittati in giù di un posto ecc.
Poi sembra che io sia stata “penalizzata” per via del mio erasmus, e che non mi sono stati considerate tutte le cose fatte fino ad ora perchè non erano ancora registrate/caricate online ecc.  Daltronde…se in Germania si fanno il mazzo fino in agosto, e qui invece chiudono tutto per un mese e quindi quando tu torni gli uffici non ci sono…che ci puoi fare?

Insomma, alla fine a febbraio non partirò per l’America. Resterò qui e basta.
Penso di esserci rimasta più male forse per un fatto di “orgoglio” , ma in realtà sono sollevata di non partire.
In questi 2 mesi sono uscite altre cose. La corrente si è manifestata in vari modi mostrando altre vie che non potrei prendere se partissi. Un’altra volta il destino ha deciso per me, e pare che abbia deciso per il meglio.
A volte i modi di decidere del destino painoo brutti. Ad esempio quando mi sono fatta l’infortunio sul lavoro o quando mi toccava lavorare 20 giorni senza mai un riposo ecc…Ma se la pena è proporzionata al crimine… Io che sono una gran testa dura durissima, si vede che avevo bisogno di essere veramente spinta a pedate nel sederino per decidermi di cambiare quella strada e ora trovarmi qui.

Quindi insomma…non tutti i mali vengono per nuocere.

rock on 😉



E allora oggi mi sa che mi bullo un po’.
In realtà è una di quelle giornate che mi girano a tutta birra. Se si verificherà un uragano sapete a e chi dar la colpa.
Volevo scrivere un paio di frecciate su un paio di cose. Ma mi sono resa conto che manca qualche elemento. Uno non può arrivare dal nulla e iniziare a parlare di cose riguardanti argomenti di cui niente si sa e di cui hai lasciato perdere il filo da secoli.

Allora ho pensato che finalmente vi spiego il mi piano c e mi bullo un po’.
Io sono così. Cerco sempre di guardare il lato positivo, anche quando mi girano più veloci di una centrale eolica o quando arrivo al fondo del fondo che “più in basso di così c’è solo da scavare”. Anche se non lo do a vedere.
Molti mi trovano una persona malinconica o cinica o pessimista. Ma credo che sia solo un loro limite. Ammettere che le cose vadano di m…a e prendere atto del reale stato delle cose non vuol dire per forza essere pessimisti e non agire poi in modo costruttivo. Anzi.
Solo che loro non riescono a capirlo.
Cmq vabeh..non divaghiamo. Mi voglio bullare, così mi tiro su l’animo e così forse qualcuno in più capirà che vedere la reale m…a dello stato delle cose può essere molto produttivo.

Allora ormai c’è sto piano c che inizia a rompere i belini. Lo cito sempre. Ma alla fin fine cosa sarà di così importante?
Il piano c è la mia nuova vita che ho deciso di intraprendere alla veneranda età di 27 anni.

Allora..sarebbe troppo lungo spiegare tutti i passaggi fin dalla mia infanzia che hanno portato a questo. Riassumiamo dicendo che ho fatto un bel casino di quel che era la mia vita circa da dopo il liceo per un po’. Niente di illegale o pericoloso. Solo che faticavo a trovare la mia strada, e le varie pressioni e pretese che ricevevo intorno non facevano altro che confondermi ancora di più.
Anche qui ce ne sarebbe molto da scrivere. Ho provato a riassumere ma non basta un rotolone regina. Quindi cancello tutto e la dico spiccia.
– A un certo punto ho mollato tutto. Ma tutto tutto. Gli studi e le persone. Ho preso il primo lavoro che ho trovato, ho cercato una casa e 2 inquiline e me ne sono andata per i fatti miei. Non ero sicura che fosse la mia strada, ma almeno era una strada che era mia e basta.
– Poi facevo 3 lavori contemporaneamente.
– Poi finalmente ho trovato un lavoro a tempo indeterminato ecc. Insomma. sembrava che la strada si facesse strada.
Anche qui ce ne sarebbe da scrivere di tutti i colori, ma salterò tutto compreso l’arrivo dell’epifania, fino all’estate del 2009.
– Un bel giorno sono andata in ufficio e ho consegnato la lettera di dimissioni.
– Sono andata a Forlì e ho fatto il test d’ingresso alla Sslmit. Non sono entrata subito, ma mi hanno ripescata. Quel che conta è che ero dentro.  Alla fin fine c’erano 182 posti e ci hanno provato più di 800 persone..
– Così mi sono trasferita a Forlì e mi sono iscritta. E a 27 anni inoltrati ho iniziato la mia vita da matricola universitaria.
L’inizio è stato un po’ traballante, avevo i neuroni un po’ intorpiditi, e in Italia come sempre i pregiudizi e i pettegolezzi viaggiano a mille. Alcuni miei compagni non potevano accettare questa vecchia intrusa nel loro mondo. Ma amen. Alla fine ho preso il ritmo, il secondo anno l’ho passato in Germania in Erasmus. Ora sono tornata e devo fare l’ultimo anno della triennale. Per ora sono quasi al passo con tutti gli esami. Ne ho dovuti lasciare indietro solo 1 e mezzo a causa delle differenze di sistema tra l’Italia e la Germania.
La mia media è molto buona (ma nella mia situazione io la giudico ottima). Prendo la borsa di studio dalla mia provincia e faccio qualche lavoretto e sommando il tutto, in un anno ho gli stessi soldi che in un anno col mio precedente lavoro.
– Sto raggiungendo svariati miei conoscenti “parcheggiati” all’università da sempre e i cui genitori si dilettavano, ogni tanto, venendo da me al lavoro e guardandomi con un misto di pietà e sufficienza e dicendomi “ah…sei sempre qui…il mio è a fare il tirocinio in Inghilterra o chissàdovealtro/a fare gli esami/in vacanza prima di rimettersi sui libri…ecc”
I miei compagni, o mi accettano o mi evitano. Con alcuni ho stretto un bel rapporto, forse quasi amicizia. Vedremo.
Mentre degli altri me ne frego e li lascio nel loro brodo. E’ che è dura per certe menti corte accettare che una “vecchietta” prenda voti migliori di loro e non si sia ancora ritirata.

Insomma, non mi faccio illusioni per il futuro (su questo magari scriverò un altro post), ma pare proprio che il piano c abbia funzionato. Ora sono in ansia perchè è a un bivio e devo vedere come e dove andrà (altro post anche su questo). E inoltre devo sbrigarmi per il piano d. Il piano d non so neanche se farlo o no. E se lo faccio non so bene come. Insomma..finita sta triennale…che ne sarà di me? spero arrivi un’altra epifania ad illuminarmi il cammino. Non so se continuare su questa strada e iscrivermi a una qualche specialistica o se, vista la mia “veneranda età”, tentare il rientro nel lavoro il prima possibile. Mentre penso tutto questo però devo fare il terzo anno, andare a lezione (abbiamo l’obbligo di frequenza), fare gli esami e scrivere la tesi (su cosa? gh! 😮 ) . Sperando di stare nei tempi o di non sforarli troppo. 

Come mi diceva sempre il signor Carlo “chi vivrà vedrà, e intanto stiamo qua”.
Buon piano a/b/c/d/x/y/qualunque a tutti. 



et cetera