colLateral Thoughts











{ottobre 1, 2011}   e allora oggi mi bullo – avevo detto “piano c” ? E col piano d come faccio?

E allora oggi mi sa che mi bullo un po’.
In realtà è una di quelle giornate che mi girano a tutta birra. Se si verificherà un uragano sapete a e chi dar la colpa.
Volevo scrivere un paio di frecciate su un paio di cose. Ma mi sono resa conto che manca qualche elemento. Uno non può arrivare dal nulla e iniziare a parlare di cose riguardanti argomenti di cui niente si sa e di cui hai lasciato perdere il filo da secoli.

Allora ho pensato che finalmente vi spiego il mi piano c e mi bullo un po’.
Io sono così. Cerco sempre di guardare il lato positivo, anche quando mi girano più veloci di una centrale eolica o quando arrivo al fondo del fondo che “più in basso di così c’è solo da scavare”. Anche se non lo do a vedere.
Molti mi trovano una persona malinconica o cinica o pessimista. Ma credo che sia solo un loro limite. Ammettere che le cose vadano di m…a e prendere atto del reale stato delle cose non vuol dire per forza essere pessimisti e non agire poi in modo costruttivo. Anzi.
Solo che loro non riescono a capirlo.
Cmq vabeh..non divaghiamo. Mi voglio bullare, così mi tiro su l’animo e così forse qualcuno in più capirà che vedere la reale m…a dello stato delle cose può essere molto produttivo.

Allora ormai c’è sto piano c che inizia a rompere i belini. Lo cito sempre. Ma alla fin fine cosa sarà di così importante?
Il piano c è la mia nuova vita che ho deciso di intraprendere alla veneranda età di 27 anni.

Allora..sarebbe troppo lungo spiegare tutti i passaggi fin dalla mia infanzia che hanno portato a questo. Riassumiamo dicendo che ho fatto un bel casino di quel che era la mia vita circa da dopo il liceo per un po’. Niente di illegale o pericoloso. Solo che faticavo a trovare la mia strada, e le varie pressioni e pretese che ricevevo intorno non facevano altro che confondermi ancora di più.
Anche qui ce ne sarebbe molto da scrivere. Ho provato a riassumere ma non basta un rotolone regina. Quindi cancello tutto e la dico spiccia.
– A un certo punto ho mollato tutto. Ma tutto tutto. Gli studi e le persone. Ho preso il primo lavoro che ho trovato, ho cercato una casa e 2 inquiline e me ne sono andata per i fatti miei. Non ero sicura che fosse la mia strada, ma almeno era una strada che era mia e basta.
– Poi facevo 3 lavori contemporaneamente.
– Poi finalmente ho trovato un lavoro a tempo indeterminato ecc. Insomma. sembrava che la strada si facesse strada.
Anche qui ce ne sarebbe da scrivere di tutti i colori, ma salterò tutto compreso l’arrivo dell’epifania, fino all’estate del 2009.
– Un bel giorno sono andata in ufficio e ho consegnato la lettera di dimissioni.
– Sono andata a Forlì e ho fatto il test d’ingresso alla Sslmit. Non sono entrata subito, ma mi hanno ripescata. Quel che conta è che ero dentro.  Alla fin fine c’erano 182 posti e ci hanno provato più di 800 persone..
– Così mi sono trasferita a Forlì e mi sono iscritta. E a 27 anni inoltrati ho iniziato la mia vita da matricola universitaria.
L’inizio è stato un po’ traballante, avevo i neuroni un po’ intorpiditi, e in Italia come sempre i pregiudizi e i pettegolezzi viaggiano a mille. Alcuni miei compagni non potevano accettare questa vecchia intrusa nel loro mondo. Ma amen. Alla fine ho preso il ritmo, il secondo anno l’ho passato in Germania in Erasmus. Ora sono tornata e devo fare l’ultimo anno della triennale. Per ora sono quasi al passo con tutti gli esami. Ne ho dovuti lasciare indietro solo 1 e mezzo a causa delle differenze di sistema tra l’Italia e la Germania.
La mia media è molto buona (ma nella mia situazione io la giudico ottima). Prendo la borsa di studio dalla mia provincia e faccio qualche lavoretto e sommando il tutto, in un anno ho gli stessi soldi che in un anno col mio precedente lavoro.
– Sto raggiungendo svariati miei conoscenti “parcheggiati” all’università da sempre e i cui genitori si dilettavano, ogni tanto, venendo da me al lavoro e guardandomi con un misto di pietà e sufficienza e dicendomi “ah…sei sempre qui…il mio è a fare il tirocinio in Inghilterra o chissàdovealtro/a fare gli esami/in vacanza prima di rimettersi sui libri…ecc”
I miei compagni, o mi accettano o mi evitano. Con alcuni ho stretto un bel rapporto, forse quasi amicizia. Vedremo.
Mentre degli altri me ne frego e li lascio nel loro brodo. E’ che è dura per certe menti corte accettare che una “vecchietta” prenda voti migliori di loro e non si sia ancora ritirata.

Insomma, non mi faccio illusioni per il futuro (su questo magari scriverò un altro post), ma pare proprio che il piano c abbia funzionato. Ora sono in ansia perchè è a un bivio e devo vedere come e dove andrà (altro post anche su questo). E inoltre devo sbrigarmi per il piano d. Il piano d non so neanche se farlo o no. E se lo faccio non so bene come. Insomma..finita sta triennale…che ne sarà di me? spero arrivi un’altra epifania ad illuminarmi il cammino. Non so se continuare su questa strada e iscrivermi a una qualche specialistica o se, vista la mia “veneranda età”, tentare il rientro nel lavoro il prima possibile. Mentre penso tutto questo però devo fare il terzo anno, andare a lezione (abbiamo l’obbligo di frequenza), fare gli esami e scrivere la tesi (su cosa? gh!😮 ) . Sperando di stare nei tempi o di non sforarli troppo. 

Come mi diceva sempre il signor Carlo “chi vivrà vedrà, e intanto stiamo qua”.
Buon piano a/b/c/d/x/y/qualunque a tutti. 



Joe, sei in gamba. Qualsiasi siano le difficoltà o le strade da prendere, una come te ha tutte le risorse per cavarsela alla grande. A parte i piani abcd, sappi fluire con gli eventi e tutto andrà a posto; io ho compreso una cosa importante in questi ultimi anni, che a volte è la corrente stessa a portarti dove devi arrivare, quindi …. ASSECONDALA😉
un abbraccio.



JOe says:

Grazie Presidente! in effetti la penso uguale, e tutti i miei “piani” non sono altro che modi per assecondare al meglio la corrente.🙂



“è dura per certe menti corte accettare che una “vecchietta” prenda voti migliori di loro e non si sia ancora ritirata” ….
Con queste piccole anime bisogna tenere pazienza, si evolveranno anche loro e comprenderanno che ciascuno di noi ha la sua vita e il suo percorso, e fare paragoni non solo è totalmente inutile, ma stupido e dannoso. Non dubitare mai di chi sei: tu sei tu e tu e basta, e la tua vita rispetta il tuo percorso personale, fuori dai giudizi di chiunque.
Anche a 50 anni si può iniziare (e si dovrebbe) un nuovo percorso, una nuova sfida, se questo la vita richiede…figuriamoci tu bambina bella che di anni ne hai 27…. vecchietta, ma non farmi ridere!
baci



JOe says:

nel frattempo di anni ne ho 29, ma vabeh😛 . Sì in effetti hai ragione, è solo che io che ho il “vivi e lascia vivere” nel dna a volte mal sopporto chi invece non riesce ad accettare chi è un po’ fuori dai suoi stampini mentali. Ci sto lavorando su🙂



Ho la netta impressione che a Forlì i ragazzi abbiano una mente un po’..boh..ristretta?
Cosa vuoi che siano 27 anni?
All’Unical (Università della Calabria) ci sono studenti di ogni età, nazionalità e genere (si..proprio di ogni genere) e nessuno dice ba. Mia figlia la frequenta da oramai quattro anni ed ha una collega di 52 anni e non si meraviglia nessuno. Ellamiseria un po’ di elasticità🙂
Comunque. Se ci esponi il piano d (o le tue aspirazioni) magari esce qualche ideuzza dai nostri cervellini e ti diamo una mano a decidere🙂
Con infinita ammirazione e tanto affetto baci e abbracci



JOe says:

Artemisia grazie infinite anche a te!
Mi fate arrossire con tutti questi complimenti!
Hmm..ok, per correttezza verso i Forlivesi faccio una precisazione che mi era sfuggita. Ok, i Forlivesi non sono forse i più aperti del mondo ma soprattutto è la sslmit (la facoltà dove studio ovvero scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori) che è un ambiente molto strano (e a mio avviso molto negativo). Vi è una concentrazione di persone “intolleranti” mai vista in vita mia.
Mi rallegro per l’Unical. Anche in Germania era così. Lì è normale avere compagni di studio di ogni età,posto, situazione (es. ragazze madri, ragazze incinte, ragazzi padri, gente mandata a studiare dalla propria azienda, per avanzare di carriera o coprire dei “buchi” creatisi nello sviluppo dell’azienda). Pensavo che in Italia questo non ci fosse, invece almeno già sento di un posto in cui è così, e secondo me è molto bello.

Scriverò sicuramente qualche post sui miei piani sicuri, ed avrò sicuramente bisogno di pareri🙂



Ti sagnalo l’Unical anche perchè pure mia figlia frequenta la facoltà di Lingue e Culture moderne che, a mio parere, dovrebbe essere frequentata da gente molto più aperta di altre. Culture diverse, Paesi diversi, dovrebbe portare a maggior apertura mentale. Mah il mondo è strano eh🙂



JOe says:

sì è molto strano!
Quelli di lingue con la mente aperta stanno a Bologna, a Forlì ci sono i secchioncelli di scuola interpreti, che si sentono talmente tanto “superiori” per essere riusciti a impossessarsi di uno di questi 182 posti, che trattano tutti gli altri come delle merdine…
Cmq vabeh..la preparazione è buona, e fra un anno me ne posso andare se tutto va ben😉



[…] che non scrivo. Avrei un sacco di cose di cui scrivere… Ho fatto il pane in casa, il “piano c” volge al termine, ho imparato a usare il telaio (per ora solo quello a cornice), più le […]



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