colLateral Thoughts











{novembre 30, 2011}   ho trovato

finalmente ho deciso (per ora)

ci ho messo un po’, ma meglio tardi che mai.

C’è chi da grande vorrebbe fare l’astronauta, chi la ballerina, chi il medico, chi la parrucchiera, chi l’ingegnere, chi il pasticcere, chi la maestra, chi il falegname ecc.  Io non ho mai avuto una risposta. Neanche da piccola.

Finalmente ho trovato.
Da grande voglio fare la Portoghese. 

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” ..per mille euro (neanche) e un progetto di onestà..”

Sono già 4 anni che mi porto appresso la mia spalla bacata.
E’ fastidioso a volte. Ti sembra di portarti appresso una strana appendice che con te non c’entra niente.
Come immagine mentale mi vengono in mente gli omini lego, quando da piccolo gli scambi le braccia e le gambe e le teste ecc. Ecco sì. Ti sembra che ti hanno impiantato il braccio di non si sa chi al posto del tuo.
In effetti non risponde sempre ai comandi spesso e volentieri. Fa quello che gli pare.
L’unica costante è il dolore.
Non so dire se il dolore sia poco o tanto. Perchè mi sa che dopo un certo tempo ti abitui, e il tuo parametro di tanto o poco diventa sballato. E’ come un rumore di fondo.
Mi ricorda al lavoro quando si spegneva la scala mobile.
Mentre lavoravi, non ti accorgevi del rumore della scala mobile. Era un sottofondo impercettibile. Ma poi all’orario di chiusura, quando la spegnevi, realizzavi quanto fosse forte in realtà quel rumore che ti aveva accompagnato per tutto il giorno senza che neanche te ne accorgessi.
Alla fine è questione di abitudine.
Ti abitui al rumore della scala mobile e lo rimuovi.
Quindi lo stesso meccanismo può valere per altre cose.
Ti abitui a non comprare cibo in barattolo che si deve aprire con l’apri-scatole, ma solo a strappo.
Ti abitui a farti svitare i tappi delle bottiglie da qualcuno o ad aprirle con la pinza.
Ti abitui a non riuscirle ad aprire neanche con la pinza e dover rinunciare e dover cambiare idea per la cena o per la bevanda.
Ti abitui a non dormire mai una notte intera a causa dei dolori.
Ti abitui a fare la spesa in più mandate perchè tutta in una volta non riesci a portarla.
Ti abitui a non poter andare in macchina per più di un tot da sola perchè potresti restar incriccata e doverti fermare per non sai quanto non sai dove.
Ti abitui a non mettere le cose che usi spesso, più grandi di un tot, nelle mensole in alto.
Ti abitui a non riuscire mai una volta a tagliarti le unghie dell’altra mano come si deve.
Ti abitui a non avere più degli hobby. O almeno, a non avere più I Tuoi hobby che ti piacevano e ad averne altri che in fondo ti fanno anche abbastanza schifo.
Ti abitui ad essere maldestro.
Ti abitui ai giorni liberi passati a letto o sul divano per i dolori accumulati durante gli altri giorni.
Ti abitui. Che altro puoi fare.
Sinceramente non mi ricordo niente di come fosse prima..è come se non ci fosse mai stato…. chissà se è una specie di meccanismo di difesa psicosomatico…
Com’è guidare per 1200km? Com’è non dover dipendere da nessuno per fare un sugo al pomodoro? Com’è andare a un concerto e mettersi in prima fila in mezzo alla mischia? Com’è portare una cassa d’acqua su per le scale e non doversi poi sdraiare per mezzora? Non ne ho idea.

So che sono fortunata. Molto fortunata.
C’è gente che per un’infortunio sul lavoro perde molto di più, se non addirittura tutto.
Ma forse (e forse qui sono ripetitiva), se non si continuasse a fregarsene di quelli che non ci lasciano le strazze e a dire che va bene così perchè è andata bene, si farebbe più attenzione già prima che il rischio vita neanche esistesse.
come diceva sempre non mi ricordo chi (e qui sono sicura di ripetermi) “è ad accettare la crepa nel muro e non badarci, che poi ti crolla la casa in testa” . 
Quindi insomma, non voglio fare la lamentosa nè mancare di rispetto a nessuno. Sia chiaro.
Era solo una riflessione sui fatti miei e su questo mondo bacato.
Scaturita come spesso accade dalla musica e vi lascio la canzone qui sotto. (la ditta citata alla fine non c’entra niente con la mia esperienza, ma è un dettaglio che c’è solo nel video. La canzone la trovo veramente bella e “universale”)

rock on.



{novembre 15, 2011}   in-giustizia celeste..

ci sono certe cose che capitano sempre di domenica, quando stai ripartendo per andare a 300km, quando non puoi tornare per almeno 2 o 3 settimane..

come ad esempio
il mal di denti, nel periodo secco dei voti parziali e con l’oki scaduto lontano dal tuo farmacista di fiducia e quindi impossibile da avere senza ricetta.

aiuto 



Se tu fai un biglietto con Trenitalia e poi non prendi quel treno… Non ti rimborsano il biglietto.
Ovvero, te lo rimborsano ma si tengono la metà.
Non vi pare un furto vero e proprio?
Vorrei sapere a che titolo Trenitalia si ritiene in diritto di tenersi metà del valore del biglietto di un cliente? Per il disturbo forse?
Quale disturbo se le biglietterie sono sempre chiuse, le macchinette automatiche funzionano sempre male, i treni sono sempre sporchi e con problemi alla climatizzazione. E i loro addetti agli sportelli, uffici e biglietterie sono più fastidiosi di un’unghia incarnita?
Semmai è il cliente che dovrebbe ricevere la metà del valore del biglietto in più per tutti i disturbi che di solito si prende.
Per la cronaca non ti fanno neanche un buono o cose così. Al massimo te lo cambiano con un altro biglietto, ma di solito non lo trovi mai dello stesso valore per lo stesso tragitto, quindi o ci perdi o spendi di più e paghi la differenza.

Sì oggi non sono riuscita a salire sul treno. Ammetto di essere arrivata un po’ all’ultimo, in ogni caso c’era altra gente arrivata con me è che è salita quindi…
Io ho beccato la porta che non si apriva, quella rotta. Sì perchè c’è sempre almeno una porta rotta in ogni treno Trenitalia. Così sono rimasta giù.
Amen. non è questo il punto. Il punto è che cmq ritengo che mi dovrebbero restituire tutti i soldi, o cmq trovarmi un cambio biglietto di pari valore o farmi un buono per l’intero valore da utilizzare la prossima volta ecc.

Ma il vero punto è che qualcuno dovrebbe dire a quelli che stanno alle biglietterie che non sono degli educatori o degli assistenti sociali o dei consulenti-di-che-ne-so-io-cosa. Loro sono lì per fare biglietteria. E basta.
Che se io vengo a informarmi su cosa fare per cambiare il biglietto, non hanno alcun diritto di iniziare a farmi la paternale

– “eeeh! siamo arrivati in ritardo?”
 (fatti i cazzi tuoi, magari ho semplicemente cambiato programmi o mi è morto il gatto, o ho ricevuto un’invito improvviso al bingo)
– “lo sa…? si dovrebbe arrivare per tempo quando si ha un treno da prendere!”
(ma và? non vorrei sconvolgerla signora saggia de noartri, ma questo me lo avevano già spiegato all’asilo..anche se coi ritardi abituali dei treni sinceramente non ne sono più sicura)
– ” e poi venite tutti qui con questo atteggiamento a pretendere i soldi indietro!”
(no io veramente ero venuta per farle una donazione di mille euro e consegnarle il trofeo “vivi-e-lascia-vivere”..)
– “ma non ci va più a XXXXX ? Le faccio un altro biglietto uguale e via!”
– “Cara signora, l’Intercity su questa tratta c’è solo una volta al giorno e io domani non posso arrivare a notte fonda, ho da fare”
– “ehhh..ma se aveva da fare poteva sbrigarsi prima…”
– (fai la dieta vero? perchè una padella di cavoli tuoi mi pare parecchio che non te la mangi..) “Ha ragione, infatti non mi era mai successo. Ho avuto un imprevisto. Di solito io arrivo sempre puntuale. Solo quando sono su uno dei vostri treni arrivo sempre a destinazione in ritardo. Per questo volevo partire oggi per essere sicura di essere a destinazione domani”
– “Allora può partire alle 5 di mattina così arriva presto di sicuro”
– “vedo che anche lei ha fiducia in Trenitalia….”
– ” Le faccio un regionale, la metto in prima classe e più o meno la cifra è la stessa”
– “no comment”
– “oh..ma su questa tratta non ci sono regionali”
– “meno male che io sono una cliente ritardataria e lei sarebbe la bigliettaia…i regionali ci sono, ma il computer non li mostra. deve cercare le singole tratte”
– “beh io non ho tempo da perdere per queste cose. Si metta un attimo lì in parte che intanto io devo fare gli altri clienti”
” ma…”

Ho omesso alcune parti perchè non ce la potevo fare. Ora io non voglio offendere nessuno…
ma se sei una bigliettaia potresti limitarti a fare la bigliettaia ed evitare di fare la predicatrice, signora-gazzettino, giustiziera di chissà cosa?
Perchè in italia c’è sempre gente che invece di stare a fare il suo lavoro si dedica ad altro? (e non cito personaggi famosi e/o noti e/o pubblici sennò sarebbe troppo lungo)
Ma allora lascia il tuo cavolo di posto da bigliettaia a qualche giovane che lo farebbe ben volentieri e vai a fare la predicatrice, no?

Poi dico..Trenitalia non mostra i viaggi coi regionali…
Provate ad andare sul sito e mettere
(un viaggio a caso..)
Bolzano-Forlì e Forlì-Bolzano.
Vi usciranno tutte combinazioni in cui dovete prendere almeno una freccia o un eurostar o un intercity ecc.
Se invece vi andate a vedere Bolzano-Bologna,Bologna-Forlì e Forlì-Bologna,Bologna-Bolzano
Vedrete che ci sono varie combinazioni in cui potete fare tutto il viaggio solo con treni regionali e spesso mettendoci quasi lo stesso tempo…
Lo stesso vale per le biglietterie automatiche, e per gli sportelli di biglietteria con l’omino a meno che non gli specifichiate che treno volete.
A me questa sembra un truffa legalizzata bella e buona.
Ok, tutti diranno “beh ma te lo sai e allora ti cerchi le singole tratte” e io dico e perchè lo devo fare?
Perchè devo metterci il doppio del tempo a cercare un orario dei treni? non me ne fanno già perdere abbastanza?
E se uno non è pratico? e uno che non ha mai preso il treno? e uno che non conosce bene le tratte del viaggio che deve fare? e uno straniero? e un anziano? ecc. Insomma..ci sono un sacco di contesti in cui risulta molto facile e probabile riuscire ad approfittarsi del viaggiatore.
Sono veramente schifata.
Quasi schifata come le varie volte che in treno ne sono successe di tutti i colori, dal treno senza bagni (tutti chiusi dal controllore perchè non li avevano puliti) e non era un tenino qualuqnue..era un treno che faceva Lecce-Brennero..quindi immaginatevi….
poi c’era il treno coi matti,il treno con gli ubriachi, il treno coi rissosi, il treno con le bestionline nei sedili, il treno con i poggiabraccia finti (se appoggiavi le braccia crollavano erano solo da esposizione), il treno con il sangue lasciato da una che viaggiava col cane che aveva le mestruazioni,
il treno in cui mi hanno rubato il posto (con prenotazione) e il controllore mi ha detto “tanto scendi solo tra 2 fermate, cosa ti costa fare il viaggio in corridoio” Beh ad esempio la prenotazione costa tipo 5 euro che mi costano soprattutto perchè la prenotazione è obbligatoria, e 2 fermate di Intercity non sono proprio 10 minuti di viaggio…
La peggiore è stata quando oltre ad arrivare in ritardo mi sono presa un’infezione all’occhio…non si sa da cosa e non voglio saperlo. e il giorno dopo sembravo Quasimodo di Notre Dame della Walt Disney.

In tutto questo è da 4 anni che litigo con loro perchè una volta la macchinetta dei biglietti self service si è bloccata perchè aveva finito la carta per stampare i biglietti. Ma io avevo già pagato. Ho dovuto rifare e ripagare il biglietto e hanno detto che mi avrebbero mandato un rimborso…che ovviamente sto ancora aspettando.

Sarà senz altro un post banale. Chissà quanti ce ne saranno in giro su questo stampo. Ma quando ci vuole ci vuole.

p.s. per stare in tema… In Germania sarebbe andata diversamente.. 😛 



{novembre 7, 2011}   e te pareva…

A quanto pare esistono degli studi scientifici che affermano che chi fa l’interprete soffre di una lieve forma di schizofrenia e che proprio questa consentirebbe di riuscire a fare tale professione.

(cercherò di fornire al più presto fonti o articolo originale ecc)

Mi immagino già a dire “ecco adesso si che mi spiego tante cose…La JOe..hehe” vabeh ve lo concedo ma non cantate vittoria per molto. Io non so ancora se faro l’interprete o la traduttrice o altri in ambito lingue. (si scoprirà solo alla magistrale!). E poi riguarda gli interpreti simultanei, quindi il campo si restringe di un bel po’.
Inoltre il mondo è pieno di gente che vorrebbe fare l’interprete ma poi non ci riesce/non viene ammesso al corso di laurea/lo cambia per traduttore ecc. Quindi forse c’è veramente una certa “selezione naturale” non basta fare i secchioni a più non posso e volerlo con tutte le forze. Insomma…io potrei anche volerlo, ma questo non basta a definire la mia strambezza mentale, magari non sono abbastanza stramba e quindi fallisco. Il verdetto su di me almeno tra un anno.
Nel frattempo non preoccupatevi che qui tra lezioni con obbligo di frequenza e compiti, la mia potenziale sdoppiatura mentale ha di che tenersi impegnata. Dormite pure sonni tranquilli. In effetti la mia teoria personale è che in realtà si diventi matti stando dentro alla  uni Sslmit… 😛 😛
Cmq niente potrebbe farmi impazzire al pari o peggio del mio vecchio lavoro (lì la salute ce l’ho lasciata veramente..) quindi in ogni caso andrà bene 🙂 



{novembre 5, 2011}  

Un piccolo pensiero alla città che mi ha gentilmente ospitata per quasi un anno e che oggi ne sta passando di tutti i colori. Posso solo assistere con impotenza e tristezza e mandare il mio supporto morale.
Vedere ridotte così le strade dove io camminavo come niente fosse e le persone che con me sono sempre state gentili ed ospitali mi fa piangere il cuore.
povero mondo

 

 

 

 



et cetera