colLateral Thoughts











Mancherebbero un sacco di aggiornamenti in mezzo, chiedo venia.
Cercherò di recuperare. (ahah! beato chi ci crede! 😛 )
Cmq….
A quanto pare sono quel tipo di persona che si complica la vita…
Che se non punta tutto non inizia neanche a giocare…
Che a scegliere la via semplice non si prende neanche il disturbo di muoversi…

Non lo dico per bullarmi.
E’ una riflessione. Sì, a volte mi chiedo se sono pazza o rincoglionita.

Però devo dire che a volte dà delle belle soddisfazioni.

Allora non contenta di aver realizzato il piano c,
ovvero licenziarmi dal mio lavoro indeterminato, iscrivermi alla veneranda età di 27 anni ad una laurea triennale “da capelli dritti”, finire in tempo e decentemente…
Mi sono detta…beh! perchè fermarsi qui?? Posso fare qualcosa di molto più folle!

In realtà inizialmente non faceva una piega…
il ragionamento era:
Non trovo un lavoro che mi farebbe crescere e con cui potrei vivere mentre posso avere una borsa di studio ancora per 2 anni…. Allora tanto vale che continuo a studiare e faccio qualcosa che mi piace e che potrebbe rendermi più competitiva professionalmente.
(premetto che non è stata una scelta da “choosy” e sarei veramente disposta a fare qualunque lavoro. Penso solo (dopo 7 anni di mazzo lavorativo) che a parità di entrata tanto vale fare qualcosa che ti appassiona finche puoi, )

Avrei potuto tranquillamente continuare gli studi in Italia, ma avendo fatto la Sslmit ho pensato che sarebbe stato più efficace andare all’estero visto che è ormai risaputo che una lingua la impari veramente solo sul campo e anche per altri motivi pratici (costi inferiori di vita/università o qualità dei campus/strutture/servizi/offerta formativa ecc.)

Qui scatta il raptus di follia…
Al momento di scegliere tra le opzioni possibili..
1) potrei andare in Germania…l’università costa poco, è ben fatta, di qualità, so bene il tedesco, ci ho già vissuto per più di un anno, hanno anche loro delle borse mica male. Conosco della gente lì.

2) potrei andare in “Anglofonia” (=Paesi di lingua in inglese), l’uni costa un po’ di più ma avrei una borsa dalla mia regione, so bene l’inglese, ci ho già vissuto per alcuni mesi, la qualità è buona. Conosco della gente lì.

3) Potrei andare in Portogallo, i costi sono buoni, la qualità pure, non ci sono mai stata se non per qualche giorno in vacanza, il mio livello di portoghese attivo fa pena, non conosco nessuno lì…

Da brava persona di buon senso ho scelto la terza opzione!
Della serie…complichiamoci la vita e facciamoci una flebo di stress!

In realtà ero convinta che non mi avrebbero neanche presa…e invece ho superato le selezioni, e senza neanche accorgermene avevo già la mia immatricolazione online.

Così, fra una settimana partirò per una città che non ho mai visto, dove si parla una lingua che padroneggio a malapena, e dove non conosco assolutamente nessuno.
In compenso mi piace un sacco il baccalà ed il fado e sarò vicina all’oceano, cosa non male visto che ho lo iodio basso.

Vedremo come va…ma alla fin fine se si deve giocare per vincere tanto vale farlo fuori casa. Insomma…ho voluto la bici? E adesso pedalo…ma mettere le rotelline non sarebbe la stessa cosa

” i fiori dicono che è tempo di fiorire, non sono curiosi su come andrà a finire “

 

p.s. ovviamente sono cosciente che espatriare, anche solo (per ora) per un periodo limitato, non è nè uno scherzo nè una vacanza. Ho motivi ben più concreti del baccalà e lo iodio oltre a una vera passione per il Portogallo, come si vede da altri post. Ma questa è un’altra storia. E poi riderci su aiuta a stemperare lo stress 😉



{giugno 9, 2013}   e momenti così… :)

 

 

In tutta la mia vita mi sembra che non ero mai arrivata prima in niente.Beh, non che ci avessi sempre provato con grande sforzo, alla fin fine andava bene lo stesso.Oggi per la prima volta sono prima.In qualcosa in cui quasi non ci speravo.Giocando fuori casa.Una cosa a cui tenevo molto.Sono bei momenti, lo ammetto!
Sono uscita di casa trotterellando e canticchiando e tutta la gente mi guardava come se fossi una pazza scappata dal manicomio. che spasso.

E voi?



E allora oggi mi sa che mi bullo un po’.
In realtà è una di quelle giornate che mi girano a tutta birra. Se si verificherà un uragano sapete a e chi dar la colpa.
Volevo scrivere un paio di frecciate su un paio di cose. Ma mi sono resa conto che manca qualche elemento. Uno non può arrivare dal nulla e iniziare a parlare di cose riguardanti argomenti di cui niente si sa e di cui hai lasciato perdere il filo da secoli.

Allora ho pensato che finalmente vi spiego il mi piano c e mi bullo un po’.
Io sono così. Cerco sempre di guardare il lato positivo, anche quando mi girano più veloci di una centrale eolica o quando arrivo al fondo del fondo che “più in basso di così c’è solo da scavare”. Anche se non lo do a vedere.
Molti mi trovano una persona malinconica o cinica o pessimista. Ma credo che sia solo un loro limite. Ammettere che le cose vadano di m…a e prendere atto del reale stato delle cose non vuol dire per forza essere pessimisti e non agire poi in modo costruttivo. Anzi.
Solo che loro non riescono a capirlo.
Cmq vabeh..non divaghiamo. Mi voglio bullare, così mi tiro su l’animo e così forse qualcuno in più capirà che vedere la reale m…a dello stato delle cose può essere molto produttivo.

Allora ormai c’è sto piano c che inizia a rompere i belini. Lo cito sempre. Ma alla fin fine cosa sarà di così importante?
Il piano c è la mia nuova vita che ho deciso di intraprendere alla veneranda età di 27 anni.

Allora..sarebbe troppo lungo spiegare tutti i passaggi fin dalla mia infanzia che hanno portato a questo. Riassumiamo dicendo che ho fatto un bel casino di quel che era la mia vita circa da dopo il liceo per un po’. Niente di illegale o pericoloso. Solo che faticavo a trovare la mia strada, e le varie pressioni e pretese che ricevevo intorno non facevano altro che confondermi ancora di più.
Anche qui ce ne sarebbe molto da scrivere. Ho provato a riassumere ma non basta un rotolone regina. Quindi cancello tutto e la dico spiccia.
– A un certo punto ho mollato tutto. Ma tutto tutto. Gli studi e le persone. Ho preso il primo lavoro che ho trovato, ho cercato una casa e 2 inquiline e me ne sono andata per i fatti miei. Non ero sicura che fosse la mia strada, ma almeno era una strada che era mia e basta.
– Poi facevo 3 lavori contemporaneamente.
– Poi finalmente ho trovato un lavoro a tempo indeterminato ecc. Insomma. sembrava che la strada si facesse strada.
Anche qui ce ne sarebbe da scrivere di tutti i colori, ma salterò tutto compreso l’arrivo dell’epifania, fino all’estate del 2009.
– Un bel giorno sono andata in ufficio e ho consegnato la lettera di dimissioni.
– Sono andata a Forlì e ho fatto il test d’ingresso alla Sslmit. Non sono entrata subito, ma mi hanno ripescata. Quel che conta è che ero dentro.  Alla fin fine c’erano 182 posti e ci hanno provato più di 800 persone..
– Così mi sono trasferita a Forlì e mi sono iscritta. E a 27 anni inoltrati ho iniziato la mia vita da matricola universitaria.
L’inizio è stato un po’ traballante, avevo i neuroni un po’ intorpiditi, e in Italia come sempre i pregiudizi e i pettegolezzi viaggiano a mille. Alcuni miei compagni non potevano accettare questa vecchia intrusa nel loro mondo. Ma amen. Alla fine ho preso il ritmo, il secondo anno l’ho passato in Germania in Erasmus. Ora sono tornata e devo fare l’ultimo anno della triennale. Per ora sono quasi al passo con tutti gli esami. Ne ho dovuti lasciare indietro solo 1 e mezzo a causa delle differenze di sistema tra l’Italia e la Germania.
La mia media è molto buona (ma nella mia situazione io la giudico ottima). Prendo la borsa di studio dalla mia provincia e faccio qualche lavoretto e sommando il tutto, in un anno ho gli stessi soldi che in un anno col mio precedente lavoro.
– Sto raggiungendo svariati miei conoscenti “parcheggiati” all’università da sempre e i cui genitori si dilettavano, ogni tanto, venendo da me al lavoro e guardandomi con un misto di pietà e sufficienza e dicendomi “ah…sei sempre qui…il mio è a fare il tirocinio in Inghilterra o chissàdovealtro/a fare gli esami/in vacanza prima di rimettersi sui libri…ecc”
I miei compagni, o mi accettano o mi evitano. Con alcuni ho stretto un bel rapporto, forse quasi amicizia. Vedremo.
Mentre degli altri me ne frego e li lascio nel loro brodo. E’ che è dura per certe menti corte accettare che una “vecchietta” prenda voti migliori di loro e non si sia ancora ritirata.

Insomma, non mi faccio illusioni per il futuro (su questo magari scriverò un altro post), ma pare proprio che il piano c abbia funzionato. Ora sono in ansia perchè è a un bivio e devo vedere come e dove andrà (altro post anche su questo). E inoltre devo sbrigarmi per il piano d. Il piano d non so neanche se farlo o no. E se lo faccio non so bene come. Insomma..finita sta triennale…che ne sarà di me? spero arrivi un’altra epifania ad illuminarmi il cammino. Non so se continuare su questa strada e iscrivermi a una qualche specialistica o se, vista la mia “veneranda età”, tentare il rientro nel lavoro il prima possibile. Mentre penso tutto questo però devo fare il terzo anno, andare a lezione (abbiamo l’obbligo di frequenza), fare gli esami e scrivere la tesi (su cosa? gh! 😮 ) . Sperando di stare nei tempi o di non sforarli troppo. 

Come mi diceva sempre il signor Carlo “chi vivrà vedrà, e intanto stiamo qua”.
Buon piano a/b/c/d/x/y/qualunque a tutti. 




Quante volte ai Tg, nella satira, nei programmi di approfondimento, e sui giornali, si vede e si sente parlare gente che ce l’ha su con la Marystar Gelmins e compagnia bella, per via delle riforme.
Di solito si sente parlare di insegnanti precari, o di insegnanti che hanno perso il posto, o di ricercatori che non possono andare avanti a ricercare.
Gli studenti si incazzano, ma in verità spesso non sanno neanche loro perché.

Spesso quel che ti fa incazzare, non si vede ma c’è.
Nessuno se ne accorge, finché non ci sbatte contro il naso.

Ecco uno dei motivi per cui dovremmo incazzarci. Non perché gli altri non siano validi, ma perché forse ha più senso combattere e/o indignarsi per le proprie battaglie che non per quelle degli altri.

Ecco uno dei vari modi con cui ci tolgono il diritto all’istruzione, con cui ci tengono una massa di capre ignoranti che non ha idea di cosa ci sia al di fuori del suo giardino.  ….Forse che così tra qualche anno non avranno più da litigare con i maestri e i professori, ci avranno ridotto a una tale ignoranza che di maestri e professori forse non ci saranno più…

Quindi vorrei condividere questa “simpatica” email che è arrivata a me a molti altri qualche settimana fa, da parte degli uffici delle università.

Gentili studenti,


a seguito di un’ingente diminuzione dei finanziamenti da parte dell’Agenzia Nazionale Erasmus per l’a.a. 2010-2011, quest’anno ci vediamo costretti a non finanziare le mensilità di prolungamento.

Questo significa che ognuno di voi riceverà il contributo erasmus e l’integrazione d’ateneo solo per le mensilità previste dal bando per la vostra destinazione, eccetto nei casi di permanenza per un periodo inferiore di quello previsto, nel qual caso verranno pagate le sole mensilità effettive trascorse all’estero.

Sarà comunque possibile richiedere il prolungamento per motivi didattici secondo le regole descritte nella guida dello studente erasmus che vi è stata consegnata al momento dell’accettazione, ma queste mensilità aggiuntive non saranno coperte da contributo finanziario.

Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni.”

Io che sono cinica e penso sempre male….ho scelto le destinazioni per cui fare richiesta, in base alla lunghezza della borsa concessa in partenza. E così, finirò in un buco di 20mila abitanti, sperduto…ma almeno so che me ne potrò stare fuori dalle balls per 10 mesi senza problemi. Purtroppo, molte destinazioni prevedevano una borsa iniziale di 4 mesi o 5 mesi…tempo a malapena sufficiente per finire un semestre e riuscire a fare gli esami ecc.

Come sempre entra in gioco “la selezione naturale all’italiana”,  se mamma e papà hanno i soldi per pagare manda pure avanti il tuo progetto, sennò attaccati.

that’s life…così è la vita…e così dobbiamo tenercela a quanto pare…

povero mondo

((( p.s. vorrei ricordare/precisare che le borse di studio Erasmus vanno dai 100 ai 250 euro al mese massimi.Ed ogni studente ne ha (avrebbe) diritto, una sola unica volta nella vita e per un massimo di 12 mesi, ma che in realtà sono sempre poi 10 visto che per averla servono motivazioni didattiche, e le vacanze non rientrano in tale motivazioni. E cioè cifre che si possono dire irrisorie, specie se paragonate a come e quanti soldi spende chi fa questi tagli)))



et cetera